La storia di un’hypercar italiana ispirata alla F1
La storia di Pambuffetti nasce da una cultura industriale autentica, costruita nel tempo e alimentata da una visione chiara. Tutto prende forma nel 1985, quando Giuseppe Pambuffetti fonda New Car, un’azienda che negli anni diventerà un riferimento nella progettazione e produzione di autobus esclusivi e completamente personalizzati.
Ogni mezzo è pensato su misura, senza logiche standardizzate. In oltre trent’anni vengono realizzati più di 1600 veicoli, tutti diversi, tutti progettati per rispondere a esigenze specifiche. È un approccio che mette al centro qualità, affidabilità e attenzione maniacale al dettaglio, elementi che diventano il vero DNA aziendale.

Le radici: un’azienda costruita sulla visione
Nel tempo il gruppo cresce e si diversifica, ampliando le proprie attività con una carrozzeria di grandi dimensioni, lo sviluppo dell’ultraleggero acrobatico C205 e la creazione dell’Aviosuperficie Delfina. Un progetto che racconta perfettamente lo spirito della famiglia: passione per tutto ciò che si muove, che accelera, che vola.
È lo stesso Juri Pambuffetti a sintetizzare questo legame profondo con il padre e con l’azienda, ricordando:
“Mio padre era un vulcano e ancora lo è. Crescere e lavorare accanto a lui è stato entusiasmante. Mi ha trasmesso le sue passioni ed ha creduto in me. Questa azienda è la mia vita. È meraviglioso oggi condividere con tutta la nostra famiglia i risultati che abbiamo raggiunto.”

Infanzia tra officina e motori: nasce una vocazione
Juri Pambuffetti, classe 1975, cresce letteralmente dentro questo mondo. La sua infanzia non è fatta di racconti, ma di esperienze dirette, quotidiane, vissute tra attrezzi, metallo e motori. È lui stesso a raccontarlo con parole semplici ma estremamente evocative: “Sono i suoni della mia infanzia, i profumi che ho respirato da sempre.”
Fin da piccolo, la sua vita si divide tra scuola e officina, ma è chiaro dove si trova il suo vero interesse. Ogni momento libero viene dedicato all’azienda, dove osserva, impara e sperimenta. Non si limita a guardare, vuole capire ogni passaggio.

Come ricorda: “Sono cresciuto sapendo che avrei proseguito il lavoro di mio padre. Mi precipitavo in officina ogni volta che potevo perché era la mia passione. Andavo a scuola la mattina ma passavo in azienda tutto il resto del tempo. Facevo un po’ di tutto. Quegli anni mi sono serviti per capire l’intero processo di produzione.”
Il talento emerge subito, quasi naturalmente. A sei anni salda a filo. A cinque guida seduto sulle gambe del padre. A dieci sposta autobus da dodici metri in officina. A undici è già al volante di una Porsche, adattandosi con un cuscino per raggiungere i pedali. Poco dopo arriva anche la prima Ferrari, un momento che segna definitivamente il suo immaginario.

Costruire per capire: il primo progetto
Il passaggio da passione a consapevolezza arriva molto presto. A tredici anni Juri realizza completamente da solo una Buggy partendo da una vecchia Fiat 500, eliminando la carrozzeria e costruendo un telaio in tubi d’acciaio.
Non è un gioco, ma un vero progetto tecnico. È il primo segnale concreto di una mentalità che non si accontenta di utilizzare un mezzo, ma sente la necessità di crearlo, comprenderlo, migliorarlo.
Il colpo di fulmine: la monoposto
A diciassette anni arriva l’esperienza che definisce tutto il suo percorso: il primo corso di guida su una monoposto, con Henry Morrogh, sul circuito di Magione. Juri descrive quel momento con chiarezza: “Fu una giornata magica, l’inizio di un amore che mi avrebbe portato dove sono oggi. Per me esiste una sola macchina da corsa: la monoposto.”
Da lì in poi, la passione si trasforma in pratica costante. Inizia a girare sui principali circuiti italiani, lavorando personalmente sulle vetture, perfezionandole, studiandole fino a notte fonda. Non è solo guida, è ricerca continua della prestazione. È in questa fase che prende forma un’idea destinata a rimanere nel tempo: quella di un’auto perfetta, capace di unire emozione e controllo assoluto.

Dalla passione all’azienda: crescita e identità
A diciotto anni entra ufficialmente in azienda, in un momento cruciale sia per lui che per New Car. Decide di lasciare la scuola per dedicarsi completamente al lavoro, cogliendo un’opportunità concreta e trasformandola in un percorso di crescita.
“Serviva personale ed io colsi l’occasione al volo e lasciai la scuola.” Da quel momento, il suo contributo diventa sempre più rilevante. Insieme al padre partecipa attivamente allo sviluppo dell’azienda, contribuendo a consolidarne il posizionamento e a rafforzarne l’identità.
La sua visione si riflette chiaramente anche nella filosofia aziendale: “Siamo sempre alla ricerca di soluzioni esclusive e all’avanguardia per proporre prodotti unici. I nostri sono mezzi sicuri, affidabili, maneggevoli, sofisticati nel design e negli allestimenti, creati ad hoc per migliorare l’abitabilità e l’esperienza di viaggio.” Qualità, innovazione e personalizzazione diventano elementi centrali, creando le basi perfette per qualcosa di ancora più ambizioso.
Il sogno: un’auto come nessun’altra
Parallelamente alla crescita professionale, il sogno di Juri non si è mai fermato. Anzi, si è definito sempre di più. Guidando sia vetture sportive che monoposto, percepisce chiaramente il divario tra i due mondi. Ed è proprio lì che nasce la sua intuizione.
Come racconta: “Ho sempre alternato la guida di vetture sportive, alla guida di auto da corsa. Quello che ho sempre sognato è di scendere dalla monoposto e salire su un’auto targata, avendo le stesse sensazioni.”
Il suo obiettivo è preciso: trasferire su strada ciò che rende unica una monoposto. “Provare ancora la reattività della frenata, l’istantaneità del cambio marcia, trovarmi a mio agio come nell’abitacolo della macchina da corsa che avevo appena lasciato al box.”

Al centro di tutto c’è un elemento fondamentale, spesso sottovalutato: la posizione di guida. “Chi ha provato lo sa. La posizione di guida di una monoposto è talmente confortevole e naturale che non potevo non trasferirla nell’auto dei miei sogni.” Da qui nasce una visione chiara, concreta, quasi inevitabile.
“Il mio obiettivo è quello di realizzare la macchina che ho sempre sognato, un’auto di qualità superiore. Mi fido del mio staff, è lo staff giusto, quello che mi serve è esattamente quello che ho creato. Sto andando avanti seguendo i miei gusti, le mie esigenze. In fondo è la macchina per me. L’obiettivo è quello di condividerla con chi ha la mia stessa passione.”

Dal cassetto alla realtà: nasce il progetto
Il progetto viene ripreso più volte nel tempo, ma è nel 2017 che prende definitivamente forma. È il momento in cui visione, competenze e struttura aziendale convergono. Serve passione, capacità, umiltà e una forte determinazione. Serve anche una certa dose di coraggio. Juri possiede tutti questi elementi.
Nasce un team solido che affronta subito la parte meccanica, costruendo progressivamente il cuore della vettura. Successivamente si passa allo sviluppo aerodinamico, che diventa uno degli elementi chiave del progetto. L’impostazione del posto guida, attorno al quale ruota l’intera architettura, porta a risultati che richiamano direttamente il mondo della Formula 1. Una configurazione che genera elevata deportanza e, di conseguenza, un incremento significativo delle prestazioni e della sicurezza.
Un sogno che prende forma
Quella di Pambuffetti è una storia fatta di continuità, passione e determinazione. È la storia di un bambino cresciuto in officina che non ha mai smesso di inseguire la propria visione.
È una storia in cui il sogno non resta tale, ma si trasforma in progetto concreto. Un percorso in cui l’esperienza accumulata nel tempo diventa la base per una nuova sfida. Ed è proprio da qui che nasce qualcosa di diverso. Un’idea destinata a ridefinire il concetto stesso di guida sportiva su strada.






















