Il segnatempo che celebra il n.1 delle due ruote
Nel 2004, mentre molti segnatempo restavano ancorati alla tradizione, a Neuchâtel nasce Hautlence con un’idea semplice e radicale: non limitarsi a indicare l’ora, ma reinventarne il linguaggio meccanico. Catene, sfere, retrogradi, quadranti multilivello: ogni orologio diventa un piccolo laboratorio d’ingegneria da polso, dove le lancette classiche spesso lasciano spazio a sistemi alternativi di lettura del tempo.
Nel 2012 il marchio entra nell’orbita della famiglia Meylan e di MELB Holding, lo stesso gruppo che controlla H. Moser & Cie. Il trasferimento delle attività a Sciaffusa consolida il legame con una manifattura capace di produrre spirali in casa, un vantaggio rarissimo nel panorama contemporaneo. Da questa integrazione nascono le collezioni lanciate dal 2022 in poi, tutte contraddistinte da produzioni estremamente limitate, spesso fermate simbolicamente al numero ventotto, cifra che ritorna anche nel logo ispirato al nastro di Möbius.

Agostini, la velocità fatta persona
Per capire la Linear Giacomo Agostini bisogna partire dall’uomo. Ago è considerato da molti il miglior pilota motociclistico di tutti i tempi: quindici titoli mondiali tra classe 500 e 350, centoventidue vittorie in Gran Premio, una carriera che dagli anni Sessanta ai primi Settanta lo trasforma nella prima vera superstar globale del motociclismo.
Cresciuto sulle cronoscalate europee, debutta nel Mondiale con Morini per poi passare a MV Agusta, dove affianca Mike Hailwood prima di prenderne idealmente il testimone. In sella alle moto di Cascina Costa domina le cilindrate regine, raramente sbaglia, ancora meno cade. Per generazioni di appassionati la sua visiera tricolore è sinonimo di vittoria annunciata. Oggi quella stessa iconografia, dai colori delle carene al leggendario numero uno, diventa materiale narrativo per un orologio pensato come tributo alla grandezza.

Dal box al polso: la genesi della Linear Giacomo Agostini
Ogni progetto nasce da un’intuizione condivisa. In questo caso il primo passo lo compie Andreas “Andy” Leuthe, ex pilota, manager e profondo conoscitore dell’industria motociclistica, con un’idea chiara: immortalare il più grande di sempre in un orologio capace di parlare il linguaggio delle corse. Per materializzare questa visione servono però due tasselli fondamentali: il sì di Giacomo Agostini e un marchio di alta orologeria disposto a costruire un pezzo su misura per lui.
Entra in scena Hautlence, guidata dal brand manager Cédric Joos, che vede immediatamente la potenza della connessione tra un tourbillon ad alto tasso di spettacolo e una leggenda delle due ruote. Al tavolo ci sono anche l’imprenditore Markus Hüter, forte di un solido network nel mondo automotive, e Ratmir Sardarov, figura chiave della famiglia proprietaria di MV Agusta, da anni vicino ad Agostini. Insieme trasformano l’idea in realtà, fino al sì definitivo di Ago e alla definizione di una tiratura di soli ventotto esemplari.
Design racing: il tempo come cruscotto
La Linear Giacomo Agostini è pensata come un cruscotto da gara compresso in una cassa rettangolare orizzontale in acciaio, dalle proporzioni generose ma estremamente portabili grazie all’integrazione diretta del cinturino e all’assenza di anse tradizionali. La finitura alterna superfici satinate e spigoli lucidati, mentre l’impermeabilità arriva a cento metri, un risultato tutt’altro che scontato per una cassa non rotonda.
Il quadrante è una piccola architettura multilivello che separa in modo netto ore, minuti e secondi. La scala dei minuti utilizza indici tridimensionali Globolight che si illuminano completamente al buio, trasformando ogni cifra in un segnale da tabellone pit lane. Il quindici, evidenziato, rimanda ai quindici titoli mondiali del campione. La firma estetica di Hautlence è la visualizzazione lineare delle ore con indicazione retrograda a salto, un’animazione che scandisce lo scatto del tempo con la stessa decisione di un cambio marcia tirato al limitatore.
La palette cromatica pesca direttamente dalle moto più iconiche di Ago: rosso vivo, giallo racing, dettagli argento che ricordano telai e serbatoi. La caratteristica lancetta Lokomotiv, qui in oro 5N, riprende i dettagli dorati del casco del campione e funziona come una firma segreta in movimento continuo sul quadrante. A completare il quadro, il cinturino in caucciù rosso, scelta sportiva e contemporanea che aggancia immediatamente l’immaginario del paddock.

Calibro D50: il motore nascosto
Sotto il cofano lavora il calibro automatico D50, progettato internamente e sviluppato con un modulo dedicato Agenhor, specialista ginevrino delle complicazioni ad alta complessità. Il cuore tecnico è un tourbillon volante con doppia spirale, soluzione che migliora la stabilità cronometrica e che può essere realizzata solo da pochissime manifatture in grado di produrre la spirale all’interno del proprio gruppo, come nel caso della sinergia con H. Moser & Cie.
Il movimento batte a tre hertz, offre una riserva di carica di settantadue ore e conta duecentotrentanove componenti, tutti lavorati con la cura estetica che ci si aspetta da un indipendente di alto livello. Il tourbillon in posizione delle sei ruota come una ruota lanciata a piena velocità, visivamente bilanciato dalla rappresentazione lineare delle ore nella parte superiore del quadrante. Il fondello permette di osservare ponti e massa oscillante, ricordando che ogni secondo vissuto a tutta è sorretto da una meccanica di precisione.

Ventotto scatti verso la leggenda
La Linear Giacomo Agostini non è solo un omaggio a un campione, ma l’incontro naturale tra due mondi che Only Speed racconta da sempre: quello delle macchine veloci e quello delle macchine del tempo. Ventotto esemplari per altrettanti appassionati disposti a portare al polso un frammento di storia, dove ogni salto dell’indicazione lineare sembra rievocare una staccata, un sorpasso, un giro veloce.
In un’epoca in cui la velocità è spesso solo un numero su uno schermo, questo orologio restituisce al tempo il suo peso meccanico, il suo rumore immaginato, il suo odore di gomma calda. È un invito a vivere ogni minuto come fosse l’ultimo giro, con la stessa calma feroce con cui Giacomo Agostini ha costruito la propria leggenda.














