Un cuore che batte a Schiranna
C’è chi la velocità la vive su strada, e chi la porta dentro ogni dettaglio della propria vita. Antonio Micheletti è entrambe le cose: professionista del mondo della moda, collezionista e appassionato di moto, con una predilezione particolare per MV Agusta. Membro del movimento Only Speed, ha partecipato con entusiasmo agli eventi Primordia Velocitatis, portando con sé un modo unico di intendere il concetto di stile e performance.
Antonio, partiamo da te: come ti descriveresti ai lettori di Only Speed? Raccontaci chi è l’uomo dietro la passione — il professionista, il collezionista, l’appassionato di motori.
“Diciamo che mi definisco semplicemente un quarantasettenne che da piccolo, invece di giocare a pallone in oratorio o al campetto dietro casa, passava i pomeriggi in garage da amici smontando e rimontando i vari Ciao, Fity, Caballero…
Ho sempre amato i motori e quello che riescono a trasmettere. Appartengo a quella generazione che sentendo da lontano la melodia di un motore cerca subito di attribuirla al mezzo corretto, che se affianca una hypercar o superbike alza il pollice in segno di approvazione. Collezionista è una parola grande, penso più di essere un semplice appassioanto che ha la fortuna di poter realizzare, con la collaborazione di professionisti e partner del settore, che sono diventati amici e parte integrante della mia vita, i sogni a 2 e 4 ruote che avevo da ragazzino.
Lavorare da 24 anni nel settore moda a stretto contatto con gli uffici stile delle principali maison italiane ed internazionali ha sicuramente contribuito ad affinare la mia passione per i dettagli, i colori, i materiali e l’armonia dell’insieme. Capirete più avanti quanto sia parte integrante dei miei primi progetti.”

Quando è nata la tua connessione con la velocità? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che sarebbe diventata una parte così importante della tua vita?
“Sin da piccolo, sicuramente il seme o come lo chiamo io l’angelo della velocità, ha iniziato a germogliare dentro di me.
Il mio compianto papà, che per l’appunto si chiamava Angelo, da grande appassionato di motori mi portava spesso da ragazzino a Monza a vedere i vari campionati Superturismo, Fia GT e Superbike. Il rombo dei motori, il profumo di gomma bruciata, lo spostamento d’aria quando passavano in piena accelerazione sul rettilineo che porta alla variante Ascari, sono quei ricordi che rimangono indelebili nella mia mente e mi facevano venire voglia di dire: ‘da grande vorrei esserci dentro io a quei bolidi’.
Ovviamente non è stato così, non son diventato un pilota, ma devo tutto a lui che nonostante avesse perso suo fratello in moto non ha mai ostacolato le mie passioni supportandomi ed aiutandomi a vivere i miei sogni a due ruote. Dalle prime uscite a 16 anni in pista con la mitica Cagiva Mito ai giorni odierni dove ogni tanto riesco a farmi qualche track day all’anno o evento con amici per assaporare e vivere le sensazioni di velocità in massima sicurezza.
Inoltre sono cresciuto nella terra dell’enduro. I più grandi campioni arrivano dalle valli bergamasche, anche se io sono sempre stato la ‘pecora nera’ che alle tassellate e mulattiere preferiva le slick e le piste o i passi di montagna.”

MV Agusta è molto più di un marchio: è un’icona di design e ingegneria italiana. Cosa rappresenta per te questo brand e perché lo senti così vicino al tuo modo di vivere la velocità?
“Ho sempre amato MV, dalla presentazione della prima F4 Serie Oro al salone del ciclo e motociclo di Milano 2017 ad oggi, le emozioni che provo quando vedo un capolavoro di Schiranna restano immutate. Sono moto artigianali con tutti i pro e contro di questa peculiarità.
Quando un amico o un appassionato si avvicina ad MV dico sempre: ‘devi essere consapevole di quello che stai comprando’. Sono moto che necessitano cure ed attenzioni ma che sanno dare al tempo stesso sensazioni uniche. Sono oggetti di design estremamente piacevoli da guardare, guidare e possedere. Molti mi chiedono perché non penso ad altri marchi quando inizio a pensare ad un nuovo progetto di one-off… ed io semplicemente rispondo: ‘ma l’hai vista bene?’ MV è una tela bianca, si presta benissimo a queste interpretazioni e tutti i partner che collaborano con me in questi progetti, che come dicevo sopra sono ormai un parte importante della mia vita, appartengono all’orbita MV Agusta da sempre.”

“Fulvio di MV Agusta, Valter e la sua splendida famiglia di ValterMoto Components che avete conosciuto come partner di Only Speed e ‘Willo’ di Tecnoart non sono solo parte integrante dei miei progetti ma amici con cui passo dei momenti speciali e che mi fanno star bene.
La cosa più bella che sta dietro a questo brand sono le persone, da chi lavora direttamente in azienda, a chi collabora con loro e soprattutto la grande famiglia di appassionati di cui sono entrato a far parte da quando ho acquistato la mia prima MV Agusta. Sembra retorica ma i rapporti che si sono creati a livello nazionale ed internazionale grazie alla condivisione dell’amore verso MV non sono facilmente spiegabili a parole, basta venire ad un nostro raduno, ad un evento o una semplice cena per capirlo.
Giorgio e Francesco, i miei primi amici e compagni di uscite con le dragster, Stefano Castelletti di Como Contract sponsor degli eventi Only Speed, tutti gli amici del gruppo Turismo Veloce ecc. Tutti esempi di amici che sono entrati nella mia vita grazie alla passione per MV Agusta.”

La MV tributo a Horacio Pagani
Una delle tue MV Agusta, customizzata da ValterMoto Components, è un tributo a Pagani. Due mondi di eccellenza che si incontrano: com’è nata l’idea di unire queste due icone e quali elementi distintivi hai voluto esaltare nella personalizzazione?
“La Superveloce ‘tributo Horacio Pagani’ è la mia seconda one-off. Dopo aver realizzato e presentato la Luna Rossa, nel 2023 ho sentito nuovamente la voglia di tornare a creare qualcosa che trasmettesse emozioni a me in primis e anche a tutti gli amici e appassionati che condividono con me questi folli progetti. Quando realizzo una special deve essere legata e tributata a qualcuno di importante per me.
La persona che stimo ed ammiro di più nell’ambito automotive è sicuramente l’Ing. Horacio Pagani. I suoi capolavori parlano da soli e non hanno bisogno di presentazioni, ma più che le auto è lui come persona ad affascinarmi da sempre, con la sua ricerca del dettaglio, della perfezione ad ogni livello, con l’amore per i compositi e i materiali ultratech. Tutto questo condito da un’umiltà incredibile, che oggi è merce rara.
È stato facile ed immediato pensare a chi dedicare il tributo one-off su base Superveloce 800. Se a quanto sopra aggiungiamo il fatto che in quel periodo Pagani aveva appena svelato la Huayra Codalunga Hermes, maison che adoro e con cui ho rapporti, si sono nella mia testa immediatamente incastrati i componenti del puzzle: ‘faremo una MV Superveloce tributo Horacio Pagani andando a traslare in chiave due ruote tutti i concetti tecnici, stilistici, di componentistica e materiali che l’atelier di Horacio ha utilizzato per creare questo capolavoro, o come lo chiamano loro, grande complicazione’.”
La MV tributo a Luna Rossa
La seconda MV, sempre realizzata insieme a ValterMoto, è invece dedicata a Luna Rossa. Una fusione tra spirito marino e adrenalina su due ruote: cosa ti ha ispirato e quali dettagli raccontano questa connessione tra vela e velocità?
“Questa è stata la mia prima realizzazione. Per celebrare i miei 20 anni nel settore moda, o come lo chiamo io degli ‘stracci di lusso’, volevo creare qualcosa che unisse la mia più grande passione: le 2 ruote, con il mio lavoro. Creare una moto con grafica Louis Vuitton, Gucci, Hermes ecc. sarebbe stato banale e decisamente kitsch. Ho pensato quindi a cosa potesse unire al meglio i due mondi.
Stimo da sempre il Dott. Patrizio Bertelli comproprietario del gruppo Prada con la moglie Miuccia. È nota la sua passione per la vela e il suo impegno nel progetto Luna Rossa.”

“È l’oggetto che incarna al meglio il tema di velocità, ricerca esasperata delle performance estreme, un concentrato di tecnologia e materiali di altissimo livello in mare. Per cui mi son detto: ‘facciamo una MV Luna Rossa!’.
Contatto Prada pensando di ricevere insulti, invece con mio enorme stupore ricevo l’ok al progetto e anche un supporto notevole. Non vi tedio con i dettagli del progetto anche perché, probabilmente, ci vorrebbero due uscite della rivista.
Per chi fosse interessato sui miei social ci sono tutti i dettagli e i vari step del progetto, dall’inizio della ricerca dei materiali, alle grafiche cambiate in corsa dal classico nero Prada al chiacchieratissimo modern camouflage, sino alla parte per me più speciale ed emozionante: la firma del cupolino da parte del Dott. Bertelli. Gesto che mi ha onorato vista l’enorme stima che nutro nei suoi confronti.”

Nel tuo mondo quotidiano prende forma anche un luogo unico, un garage interamente dedicato alla Casa di Schiranna, una vera concretizzazione della tua passione. Com’è nato e cosa racconta di te questo ambiente personale dove ogni dettaglio parla di velocità sulle due ruote?
“Relativamente a questo tema sarò breve. Ero stanco di sentire Elena, la mia compagna che mi sopporta e supporta in questa mia passione, dire: ‘quando entri in casa nostra sembra di entrare in un’officina. Moto in sala d’ingresso, tute appese in taverna, parti di moto, cerchi, carene, ecc. posizionate sulle varie mensole’.
Allora mi sono deciso a creare quello spazio che racchiude al meglio l’essenza della mia passione e le mie realizzazioni. Dunque una ‘man cave’, per dirlo all’americana, dove ricevere gli amici appassionati, dove parlare delle nostre passioni a 2 e 4 ruote davanti ad un buon calice o una fetta di salame bergamasco, dove sedersi 5 minuti in tranquillità dopo una giornata stressante e finalmente rilassarti, dove poter accendere le moto senza sentire le urla da sopra: ‘che cos’è questa puzza di benzina? Non avrai ancora acceso le moto in casa?’.
A parte questi simpatici aneddotti, c’è da dire che ogni volta torno per un attimo ragazzino, quando a 14 anni passavo le giornate nel garage degli amici. La cosa bella e che alcuni di quegli amici continuano a venire da me per ricordare quei momenti.”

Chiudiamo con una domanda che è ormai un rito Only Speed: cosa significa per te la velocità, nella sua essenza più pura? Non solo sulle due o quattro ruote, ma proprio come concetto assoluto, di vita e ispirazione quotidiana.
“La prima volta che ho parlato con Stefano Cigana e ci siamo conosciuti è emersa l’affinità su questo tema. La velocità è alla base della vita. Oggi forse è vista nell’accezione sgradevole dei ritmi folli ed insostenibili che sono legati alla vita lavorativa.
Ma io adoro leggerla in chiave di brivido e sensazione di vita intensa che trasmette. La poesia di Filippo Tommaso Marinetti dal titolo ‘All’automobile da corsa’ racchiude bene quello che rappresenta per me la velocità. Il movimento, la velocità e il rumore diventano centrali superando la natura e proiettando l’uomo nell’infinito. Alla fine è un demone ed Angelo dentro di me, c’è da sempre e sempre ci sarà, magari con intensità diverse negli anni ma comunque motore e propellente della mia vita.”


















